Page 7 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
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presente e di aiuto nelle molteplici e diverse vicissitudini che toccarono in sorte il
Parroco.
I ricordi degli esinesi ci dicono che don Rocca fu inviato parroco a Esino per ragioni di
salute essendo malato di polmoni, con un aggravamento della malattia avvenuto in
tempo di guerra.
Don Rocca, che delle sue cose riservate parlava poco, era solito ricordare che quando
incontrò il Cardinal Tosi per la sua nomina a Esino, lo stesso Cardinale gli chiese “
cosa
ti piace fare?”
Al ché Don Rocca rispose:
“Mi piacciono i fiori e i sassi”, e il Cardinale
allora “va a Esino: studia i fiur e i sass e cascetela no!”.
Questa frase semplice, in
dialetto bustocco, detta dal Cardinale com‟era nel suo stile, con molta probabilità era
solo l‟appendice più colorita di ben altra e diversa conversazione. Non è per niente
convincente che la nomina sia stata fatta con valutazioni di così basso profilo
considerando, invece, il grande bagaglio di esperienze e di competenze e le importanti
relazioni che il nuovo Parroco, sia pur giovane, si portava con sé.
Don Rocca non fu mandato a Esino per curarsi la salute e nemmeno per studiare fiori e
sassi, ma
venne inviato con un mandato ben preciso e con un suo progetto molto
ambizioso
. La scelta del nuovo Parroco fu oggetto di ponderata decisione, forse presa
dal Cardinal Tosi dietro consiglio o indicazione di qualche altra autorità Superiore. E qui
siamo ancora, al momento, nel campo delle ipotesi e di qualche interessante indizio.
Ma, per capire bene, occorre fare una piccola digressione sul Cardinal Tosi.
Il Cardinal Tosi
Il Cardinal Eugenio Tosi resse la diocesi di Milano dal 1922 al 1929, posto fra due
colossi della Chiesa Ambrosiana, dopo il Cardinal Ferrari e prima del suo successore, il
Cardinal Schuster. A onor del vero, alla morte del Cardinal Ferrari fu nominato nuovo
Arcivescovo Achille Ratti che resse, però, la diocesi per soli sei mesi essendo subito
eletto papa con il nome di Pio XI.
Si racconta che il nuovo pontefice, a poco più di un‟ora della sua elevazione alla
cattedra di Pietro, pensò al suo successore alla sede di Milano e individuò
immediatamente come suo sostituto mons. Tosi, allora vescovo di Andria, una piccola e
povera diocesi della Puglia.
Mons. Tosi, conscio dei propri limiti e della propria salute cagionevole, oppose
ripetutamente un rifiuto categorico. In effetti, mons. Tosi non aveva, pur essendo
vescovo, una particolare esperienza di governo, anche perché veniva da una lunga e
proficua attività di predicatore, condotta per più di venti anni, come padre oblato di Rho.
Il Papa, figura di grande spessore, uomo dalle ampie vedute ma anche dotato di grande
autorità, intuì l‟importanza, per la diocesi milanese, di un periodo di transizione, dopo il
lungo episcopato del Cardinal Ferrari.
Capì, infatti, che la Chiesa Milanese, in quel periodo, aveva bisogno di un uomo
semplice, di grande bontà e saggezza, capace di governare la diocesi con consigli paterni