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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
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avuto un ruolo di mediazione fra il Maggioni, la Curia e il Cardinale. Siamo solo, però,
nel campo delle ipotesi, tuttavia non può essere sottovalutata l‟esistenza di un
interessante ed efficace sistema di relazioni con tutte le autorità dell‟epoca, che don
Rocca coltiverà sempre e utilizzerà, soprattutto nei tempi più tragici.
Nel 1927 finalmente approda a Esino, nominato Parroco dal Cardinal Tosi, e qui fece il
suo ingresso in Parrocchia il 3 luglio di quell‟anno, “
con grande festeggiamento
secondo quanto riportato dal prevosto di Perledo, mentre, a dire dello stesso don Rocca,
con pochi festeggiamenti giacché si trattava di un ingresso avvenuto a seguito della
rinuncia di altri due parroci. Forse ricordava, per mantenersi con un po‟ d‟ironia in una
condizione di umiltà, la massima latina molto cara all‟Arcivescovo Roncalli poi
divenuto Papa Giovanni XXIII: “
Ubi deficiunt equi trottant aselli
”, “quando mancano i
purosangue fanno trottare gli asini”!
Esino all’arrivo di don Rocca
Si era appena provveduto all‟unificazione dei due comuni di Esino Superiore con Esino
Inferiore sotto la guida del Podestà, già sindaco di Esino Inferiore e segretario comunale
dei due paesi.
L‟unificazione dei due comuni fu una scelta quanto mai necessaria e opportuna, ma
come può immaginarsi non immediatamente capita e accettata, soprattutto da parte della
popolazione di Esino Superiore. Ci volle del tempo e l‟opera di don Rocca aiutò molto
questo processo di
unificazione sociale e morale
dopo quello
dell’unificazione materiale
.
Era da poco terminata la
nuova carrozzabile
; fino a qualche anno prima i due paesi
erano accessibili da impervie mulattiere. La costruzione della carrozzabile, che durò
parecchi anni, per le enormi difficoltà nel trovare i finanziamenti necessari alla
realizzazione dell‟opera, aprì al paese una nuova epoca. Esino, fin dalla metà
dell‟Ottocento, era già conosciuto come una delle stazioni climatiche più belle del Lario
e aveva già attirato l‟interesse di storici, archeologi, geologi e botanici, ma le difficoltà
di accesso ne avevano ritardato lo sviluppo.
I rapporti tra le autorità civili e quelle religiose erano particolarmente conflittuali; i
dissapori avevano origini lontane e ogni occasione era motivo per rimarcare le
reciproche differenti posizioni.
Tra le questioni di maggior dissidio c‟era quella del vecchio cimitero, costruito troppo
vicino alla chiesa, la rivendicazione del pezzo di terra davanti alla chiesa, una causa
civile intentata dal Parroco don Fondra nei confronti dei due Comuni, la continua
disobbedienza verso le disposizioni del Parroco in materia di divieti dei balli pubblici
negli stessi orari delle sacre funzioni, la questione della banda, la concessione del teatro
dell‟asilo a compagnie teatrali miste. Insomma tanti grandi e piccoli casi di vita paesana
che generavano, nel contesto di quei tempi, una conflittualità continua.
I parroci spesso ricorrevano alle loro autorità superiori e talvolta ad amici politici e
parlamentari della parte avversa, oppure a quelli con cui tenevano relazioni le autorità
civili.