Page 25 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
25
storiche
realmente accadute e sopportate spesso con terrore
. Allo stesso modo, ogni suo
racconto è firmato con il nome di battaglia di Vittore se l‟episodio è stato vissuto sulla
sua pelle o con gli pseudomini di Giovanni Brocca o don Mirocle se raccontava fatti di
cui era stato testimone.
Nel ruolo di Collegatore si occupò del contatto per il recapito dei messaggi riguardanti i
lanci di munizioni e vestiario avio trasportati I dispacci provenivano, tramite radio, dal
Comando della 5a armata americana del gen. Klark. Don Rocca li trascriveva sul dietro
di un antone di legno della finestra posta nella saletta attigua alla cucina, con caratteri
piccoli e caratteristici. I lanci abitualmente avvenivano in località Cainallo.
Finalmente si giunse al 25 aprile del 1945, e don Rocca fu pienamente consapevole di
come sarebbero finite le cose, cosciente e preoccupato che l‟esplosione dei giorni della
Liberazione potesse essere totalmente fuori controllo. Si mosse con anticipo e cercò di
prevenire ogni azione dissennata. Chiamò il comandante Poletti e iniziò il suo discorso
dicendo:
ho fatto del bene a tutti e ora voglio continuare.
Gli raccomandò di non
permettere alcuna rappresaglia contro gli avversari, gli chiese di chiudere questa pagina
con onore e da galantuomini evitando che il nostro nome fosse infangato da insensate
ritorsioni.
In effetti, non fu proprio facile tenere la situazione sotto controllo. Le disposizioni del
Comitato di Liberazione del Nord Italia, che erano giunte anche al comando partigiano
di Mandello, prevedevano l‟arresto di tutti i fascisti con alta probabilità di condanna a
morte per gli arrestati; don Piero Oriani in suo scritto riportò che in quell‟elenco c‟erano
anche personaggi esinesi. Don Rocca intervenne tempestivamente e con autorità e qui mi
limito a dire che evitò nuove e inutili tragedie.
La confusione era grande, con il paese senza una guida amministrativa. Egli convocò
tutta la popolazione nel salone del teatro dell‟Asilo, fece presenziare Celestino Ferrario,
che divenne poi deputato, e disse: “
Adesso è finito tutto, bisogna ripartire
” e
contestualmente impose il nuovo sindaco, il sig Bernardino Riva, proprietario del
Villaggio Riva, che resse le sorti del paese sino alle elezioni del 1946.
Il dopoguerra
In quel periodo, 1945-46 il comune di Esino non aveva un soldo e c‟era urgenza di
alcuni lavori pubblici. Il sindaco Riva ne parlò con don Rocca e questi lavori furono fatti
a totale carico del Parroco.
Alcuni scrissero:
don Rocca fu il più grande benefattore di Esino
e i nostri studi lo
confermano nel modo più assoluto. Spese tutte le sue sostanze per il paese: giunse
benestante, utilizzo tutti i suoi averi e quelli della sua famiglia a fin di bene, fu spesso
accusato di essere ricco, addirittura in una lettera anonima al Cardinale lo si definì
un
ricchissimo affarista che trascura la parrocchia
, morì povero.
E, dopo la guerra è di nuovo lì che lo troviamo con nuovi progetti; aveva sempre in testa
lo sviluppo turistico di Esino, e inizia allora a pensare alla possibilità di creare
iniziative
per il turismo invernale
. Per questo si confronta con il comm. Gilera, il cui figlio