Page 2 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
2
Chi è don Rocca e perché lo ricordiamo
Per chi è giovane o frequenta Esino da poco tempo, il ricordo di don Rocca può essere
legato alla dedicazione del Viale alla Chiesa dove il cartello indicatore riporta:
“don
Giovanni Battista Rocca parroco di Esino dal 1927 al 1965 Umanitario e Patriota”.
Un‟osservazione più attenta trova un ricordo anche in una lapide sotto il portichetto della
Parrocchiale.
Nel nostro cimitero troviamo un piccolo segno sulla tomba che lo ricorda, dove si legge
che don Rocca riposa nel cimitero di Senago. Al Pime una lapide lo ricorda come il
benefattore che volle e costruì, quasi tutto a sue spese, Villa Rogo.
In aggiunta a queste memorie ci vengono in aiuto i ricordi della gente, dei meno giovani,
che associano don Rocca a tante e importanti iniziative: la
scuola degli arazzi
, l‟
amaro
Esino
, il
museo delle Grigne
, la
coltivazione della patata bianca
, ne cito solo alcune,
quasi la sua missione e le sue opere fossero riconducibili solo alla sommatoria di tante
singole azioni.
Questa frammentazione di attività forse ci ha distolto dal leggere la sua vita e le sue
opere in un quadro complessivo unico, dentro un progetto contraddistinto da una sua
vocazione forte, forse non compreso e non pienamente realizzato per la complessità dei
tempi e degli eventi che sono successi.
E‟ altrettanto certo che su don Rocca è sceso presto un oblio, con il rischio che
l‟avanzare del tempo porterà alla cancellazione di ogni ricordo e della sua memoria.
Eppure lo studio e la riscoperta della vita e delle opere di don Rocca va ben oltre la
scrittura di un pezzo di storia del nostro paese, e in tempi non facili, ci apre gli occhi alle
intuizioni del
pretino brianzolo
, autorevole Parroco esinese per quasi quarant‟anni, su
coraggiose pastorali dell‟epoca, che trovano quanto mai attualità anche in questi tempi
che ci “ostiniamo” a chiamare moderni.
Mi sento di dire, con il conforto dei fatti, che don Rocca è stato, prima di tutto, un
grande sacerdote della Chiesa Ambrosiana, una Chiesa viva e attiva in anni complessi e
difficili, guidata da pastori che sono assunti agli onori degli altari. In quella Chiesa don
Rocca, a modo suo, ha interpretato lo spirito dei suoi Vescovi e dei suoi Santi, di
Ambrogio e di Carlo Borromeo: è stato sacerdote con il suo gregge e per il suo gregge.
Però, questa definizione più ecclesiastica forse non è ancora del tutto chiara e
sufficientemente comprensibile per noi esinesi. Allora, mi rifaccio all‟elogio funebre del
suo coadiutore don Piero Oriani che all‟omelia del funerale di don Rocca disse e scrisse:
“Don Rocca diede cibo spirituale e materiale al suo popolo e fu il più grande
benefattore
del paese”
. E tutto questo troverà conferma nei fatti che andrò a
raccontarvi.
Certamente le ricerche e gli studi finora condotti meritano ben altro di una semplice
conferenza. Il materiale raccolto e studiato sarà oggetto, in un prossimo futuro, mi
auguro, di un degno e ricco ricordo.