Page 17 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
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Don Rocca, che era uomo d‟ingegno, oggi si direbbe anche grande esperto di marketing,
capì che la sola offerta di servizi religiosi, sia pur animati da eccellenti predicatori,
poteva non essere sufficiente per appagare il turista, soprattutto quello esigente,
culturalmente attento e desideroso. Ecco, allora, che don Rocca integra, con sapiente
maestria, la formazione religiosa con quella più propriamente culturale della storia e
cultura locale. Ne venne che la valorizzazione della storia di Esino, della Parrocchia,
delle sue opere d‟arti e soprattutto le vicende geologiche del luogo, si coniugarono con i
bisogni dello spirito e con il desiderio di approfondire la conoscenza delle vicende e
della cultura del luogo di villeggiatura.
Questo modo nuovo e moderno di prestare assistenza religiosa ai villeggianti, detto con
termini attuali pastorale del turismo, nel 1936, fu oggetto di studio e di pubblicazioni
nella rivista del Clero, da parte dell‟Università Cattolica del Sacro Cuore. I risultati
ottenuti, in effetti, furono molto buoni, al punto che don Rocca, assolutamente non
autoreferenziale, sentì di scriverne in una sua nota:
con vera soddisfazione si notano,
nella quiete montana, parecchi ritorni a Cristo.
Don Rocca naturalmente non trascurò i suoi
hobbies
, che aveva indicato anche al
Cardinal Tosi: i fiori e i sassi e a essi si dedicò nel tempo libero con grande competenza
e professionalità. E, come può ben comprendersi, non furono
hobbies
per la sola
soddisfazione personale del Parroco, ma anch‟essi entrarono in uno scenario più ampio e
furono determinanti a far conoscere Esino
e a sostenere il complessivo progetto di
sviluppo che il Parroco stava portando avanti. In quest‟ambito le relazioni culturali e
scientifiche furono interessanti. Don Rocca, ottimo conoscitore del francese, che
scriveva in modo fluente, e probabilmente buon conoscitore dell‟inglese, ebbe a
frequentare botanici di fama mondiale e con essi scambiò le piante più rare della Grigna.
Il prof. Correvon di Ginevra venne più volte a Esino; con il dott. Rossi, botanico
straordinario, ebbe un‟amicizia intensa, e insieme individuarono e studiarono due piante
nuove: una rosa d‟Agueglio che fu poi classificata dallo specialista prof. Keller di Zurigo
e un‟ulteriore pianta classificata dal prof. Kahn di Monaco. Entrambe le piante furono
registrate nell‟inventario delle specie botaniche con il suffisso Rocca.
In parallelo con le ricerche di botanica, si occupò anche dello studio dei fossili, con
l‟obiettivo di rilanciare gli studi di Antonio Stoppani, che nel 1860 scrisse
Le
Pietrification d’Esino
. Fu l‟illustre prof. Julius Pia di Vienna a persuadere don Rocca a
costruire un piccolo museo di fossili locali che fosse di comodità per i molti studiosi
locali e stranieri. Ed egli accettò il consiglio e si diede da fare per raccogliere i fossili,
rovistando i vari giacimenti fossiliferi del luogo, anche facendo brillare apposite mine.
Raccolse il materiale dapprima nella casa Parrocchiale e poi, nel 1947, lo collocò
nell‟apposito locale costruito, dove ora sorge il campo sportivo. Non fu un‟impresa
facile e fu possibile anche grazie a generosi benefattori che aiutarono il Parroco, così
come altri esperti e appassionati che contribuirono a incrementarne le raccolte,
facendone un piccolo ma interessante museo geologico e archeologico. Don Rocca
studiò i diversi fenomeni geologici locali che rappresentò in importanti disegni e in un
interessante plastico della regione dell‟epoca quaternaria. Anche il Cardinal Schuster, in