Page 15 - Conferenza su don Rocca

This is a SEO version of Conferenza su don Rocca. Click here to view full version

« Previous Page Table of Contents Next Page »
Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
15
le sue intenzioni al Podestà, consapevole di essere in grado di muoversi per conto suo,
avendone le capacità e i mezzi necessari; tutto ciò, per il Podestà, non poteva andar bene
trattandosi, nei fatti, di una politica di sviluppo del paese, fuori del controllo dell‟autorità
pubblica.
Non a caso la gente, infatti, diceva, che il Podestà aveva paura che il Parroco gli
“passava d’innanz”.
Ovviamente le diverse posizioni politiche giocarono un loro ruolo. Il Podestà, per
l‟incarico istituzionale, era un forte sostenitore del regime e tale sostegno era accentuato
da un carattere personale piuttosto autoritario. Don Rocca, almeno a quell‟epoca, non era
contrario al regime pur essendo un acuto osservatore di quello che stava avvenendo, e
sicuramente era allineato con le posizioni dei suoi superiori e cercava di servirsi delle
cose buone del regime per promuovere, con maggior determinazione, i suoi progetti.
Nonostante tutto ciò, fu spesso accusato
di contrarietà al regime,
anche con una richiesta
d‟invio al confino, da cui
dovette discolparsi diverse volte sia di fronte al Questore e al
Prefetto, sia di fronte al segretario provinciale del fascio, per accuse mossegli
dall’autorità locale
. In un‟accorata lettera al card. Schuster fa presente tutte queste sue
vicissitudini, evidenziando che
avrebbe anche lui rinunciato e lasciato l’incarico di
Parroco come i suoi predecessori se non fosse per l’importante opera intrapresa di
costruzione della casa dei missionari del PIME.
Le pastorali di don Rocca
Don Rocca, pur perduta l‟occasione del Villaggio Giardino, non si scoraggiò, da buon
imprenditore qual era, o forse meglio da sacerdote cui stava a cuore la sua gente, aveva
già avviato altre iniziative altrettanto necessarie per il paese.
Importantissima, infatti, fu la sua
azione nel campo agricolo
per insegnare ai contadini
nuove e migliori tecniche di coltivazione.
Fu professore, nominato dal Prefetto, della cattedra ambulante di agricoltura e sedeva in
tutte le importanti organizzazioni agricole della provincia di Como.
Si definiva tecnico in agricoltura per aver studiato in diverse scuole agrarie. Coltivò e
distribuì le prime piante da frutta, ben più di tremila; insegnò i nuovi metodi di
concimazione, introdusse nuove sementi che faceva venire dai più grandi produttori
stranieri. Nel 1932 fece un
grande esperimento di coltura di patate
che ebbe risonanza
sulle riviste tecniche dell‟epoca. Addirittura, l‟almanacco della Montecatini, la più
autorevole rivista nel settore dei concimi, riportava la fotografia di don Rocca e del dott.
Vaccheri della cattedra ambulante dell‟agricoltura, tra le patate di Esino, con la dicitura:
la conciliazione anche nel campo agrario.
Nel 1933, in occasione della battaglia del grano, istituita dal Governo, si fece carico di
realizzare un grande esperimento della coltura del frumento in montagna. Ottenne
gratuitamente un aratro, una seminatrice e due quintali di sementi selezionate. La
derrata, però, fatta arrivare in Comune, anziché essere consegnata a don Rocca, l‟unico