Page 14 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
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eremiti e vivere lontani dalla popolazione e dalle abitazioni.
A distanza di ottant‟anni
potremmo considerare abbastanza motivate le argomentazioni di don Rocca e forse
archiviare la questione come una grande occasione persa. Ma la storia è piena di tante
occasioni perse. Comunque il documento di energica protesta che don Rocca inviò alla
Sovraintendenza ci aiuta a comprendere le sane motivazioni e argomentazioni che il
Parroco aveva per sostenere il suo progetto.
Il tono eccessivo della lettera, che tra l‟altro, tirava in ballo anche i suoi superiori, fu
probabilmente per don Rocca un errore tattico fatale.
Don Rocca aveva, infatti, i giusti contatti e probabilmente sufficienti argomentazioni
per ricorrere all‟autorità superiore, presso il Ministero delle Belle Arti, nella persona del
Grand‟Ufficial Parpagliolo. Il ricorso avrebbe potuto avere esito positivo, vuoi per i
buoni contatti con Parpagliolo, anche attraverso alcuni parlamentari amici del Parroco,
vuoi per le deboli argomentazioni del diniego di Modigliani. In effetti, però, la terribile
lettera inviata a Modigliani, e che a sua volta inviò per conoscenza a Parpagliolo, ruppe
gli equilibri e generò imbarazzo.
Parpagliolo si trovò molto in difficoltà a dover smentire un suo sottoposto, più per i toni
che per la sostanza e fu disponibile, come sanatoria, nell‟attesa che si placassero gli
animi, a dare un suo assenso a un progetto più ridimensionato. La cosa non ebbe più
seguito perché don Rocca,
colpito dai danni materiali e morali
che gli erano stati
procurati decise di interrompere e di archiviare il progetto.
Per onore di cronaca va detto che il Commendator Modigliani, qualche mese dopo, fu
rimosso dall‟incarico.
Del progetto
Villaggio Giardino di Montagna
don Rocca ne parla a cose ultimate,
com‟era nel suo stile, in forma sobria e stringata, in una memoria d‟archivio perché i
posteri ricordassero. E ne illustra le ragioni che lo avevano spinto a tale iniziativa e i
reali motivi che l‟hanno fatta naufragare; tale memoria d‟archivio venne anche diffusa
tra la popolazione attraverso un libretto ancora oggi rintracciabile.
Il divieto della costruzione del Villaggio Giardino determinò l‟acuirsi del rapporto
conflittuale tra Parroco e Podestà. Tale conflitto, come può ben intuirsi, non fu un fatto
episodico ma una costante presente per lunghi anni, tale da far sostenere, allo stesso don
Rocca, che si trattava di una
situazione insanabile e di origini lontane
.
L‟argomento, anche se sono passati ottanta anni, richiede delicatezza e tatto.
Per correttezza va osservato che, sull‟argomento citato, così come su altri argomenti
inerenti al contrasto tra le due autorità civili e religiose, è stata consultata tanta
documentazione ma proveniente prevalentemente dalla parte di don Rocca. Il materiale
studiato consente di fare un quadro abbastanza oggettivo della situazione di quel periodo
ma sarebbe molto auspicabile individuare altri documenti in grado di farci conoscere
anche il punto di vista del Podestà.
Sicuramente si scontrarono due mentalità e culture completamente diverse, dove ognuna
forte delle proprie idee e della posizione istituzionale ricoperta, cercò di proporre e di
realizzare quanto aveva in testa, non trovando possibilità d‟intesa con la controparte.
Don Rocca, probabilmente, non ritenne di comunicare e di condividere i suoi progetti e