Page 12 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
12
Tale progetto, da un punto di vista tecnico ed economico fu una delle iniziative più
importanti pensate da don Rocca. Non la tenne solo per sé, ma intervenne ripetutamente
presso la Curia per far costituire un apposito ufficio forestale, composto da esperti del
settore, al fine di divulgare questa idea a tutte le parrocchie montane della diocesi. In
effetti, la povertà dei benefici parrocchiali, soprattutto nelle parrocchie montane,
dipendeva in gran parte dall‟incapacità di coltivare adeguatamente i fondi, con criteri e
tecniche nuove di cui don Rocca parlò e scrisse ripetutamente, oltre a praticare
direttamente
in loco
queste nuove tecniche. Ne scrisse ancora, negli ultimi anni della sua
vita, all‟allora Cardinal Montini dicendo che in Curia
giaceva da quarant’anni un suo
progetto sulla riorganizzazione dei fondi rustici dei benefici, in modo da incrementare il
reddito prodotto per le parrocchie
.
Il progetto della bonifica era indubbiamente interessante e si avviò così la sua
realizzazione a Esino, bonificando innanzitutto la zona del
Degresso
e costruendo, via
via, nuove stalle nei diversi fondi
secondo i criteri dell’economia montana di consumare
sul posto il fieno
. Ben sei nuove stalle furono costruite e la spesa fu sostenuta in parte
con la
vendita di piante vecchie
e in parte direttamente dal Parroco.
La bonifica più importante fu fatta al
Castello
che si trovava in condizioni di grande
imboschimento, con essenze di scarso valore e pieno di vipere. Il progetto del
Castello
prevedeva la costituzione di un
giardino alpino
, dove si sarebbero piantate specie
botaniche provenienti da tutte le zone montuose del mondo. In effetti, don Rocca
suddivise l‟area del Castello in sotto zone chiamate: area pirenaica con essenze
provenienti dai Pirenei, area caucasica con specie botaniche di quelle zone e così via. Il
Castello doveva diventare, era questo il progetto, meta di visite di turisti, naturalisti,
esperti botanici, studiosi. E attorno al Castello si doveva
rigenerare la vita della
comunità
. E‟ indubbio che in questo suo progetto ci fosse una
visione da grande
urbanista
.
Lavorarono in quegli anni moltissimi esinesi e tutti pagati direttamente dal Parroco con
proprie risorse personali.
La grande valorizzazione del beneficio parrocchiale fu fatta con la vendita o permuta di
fondi fabbricabili e col rimpiego dei capitali in nuove costruzioni di affitto per la
villeggiatura.
Va detto, infatti, che don Rocca
diede allo sviluppo turistico della villeggiatura un
contributo determinante
. Quasi tutte le nuove ville sorte in quegli anni, Gilera,
Luzzani, Cazzaniga, Confalonieri, Acquali, villaggio Riva, sono sorte per iniziativa o
interessamento del Parroco. Di alcuni fu anche il procuratore legale per l‟acquisto dei
terreni. Di alcune case per appartamenti fu addirittura il disegnatore.
Ma
il grande progetto di don Rocca era il
Villaggio Giardino di Montagna,
da
realizzarsi nella zona sotto il viale della chiesa e che prevedeva la costruzione di ben
quaranta villette, con un investimento di oltre due milioni di lire del tempo. Don Rocca
pensava con quell‟opera di realizzare l‟avvicinamento tra chiesa e paese, di dare un
notevole incremento allo sviluppo del turismo e di creare tanto lavoro per tutta la
comunità.