Page 11 - Conferenza su don Rocca

This is a SEO version of Conferenza su don Rocca. Click here to view full version

« Previous Page Table of Contents Next Page »
Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
11
I giovani balilla, pur essendo seguiti da un proprio cappellano mandato dalla Curia,
beneficiavano anche dell‟assistenza religiosa di don Rocca che ebbe modo diverse volte
di dare la comunione anche ai figli di Mussolini. Così come si racconta che un piccolo
aereo, pilotato dal Duce, si vide alcune volte volteggiare sul cielo del Cainallo.
La popolazione di Esino, da quelle occasioni, trasse indubbi vantaggi e molti giovani
esinesi furono impegnati a portare quotidianamente il pane e il latte ai giovani ospiti in
villeggiatura.
Fu proprio in una di queste occasioni, che un giovane esinese perse una lettera ricevuta
da un caro amico, da un po‟ di anni emigrato in America, che chiedeva se l‟Italia era
ancora governata dal
crapon
, riferendosi ovviamente a Mussolini per la sua nota
calvizie.
La lettera fu trovata e requisita dai carabinieri che arrestarono immediatamente il
giovane.
Il poveretto, ovviamente, non aveva nessuna colpa e forse nemmeno l‟amico in America
che in un linguaggio schietto usò dei termini che potevano far sospettare un‟avversione
al regime. Nulla di tutto ciò, ma lo spavento fu grande e il giovane fu rinchiuso nelle
carceri di Bellano. Anche il Podestà pregò don Rocca di intervenire immediatamente
presso il prefetto Maggioni e così fu fatto.
Grazie all‟intervento di don Rocca il giovane fu liberato e subì solo una paternale, forse
non troppo convinta, da parte del Parroco ma sicuramente necessaria per accontentare il
regime
.
Il progetto di don Rocca
Don Rocca aveva studiato bene i problemi e le idee dei suoi predecessori e soprattutto di
don Fondra e di don Abramo che, fra tutti, seppero individuare la questione cruciale
della Parrocchia, intesa come comunità parrocchiale.
In effetti, pensò che se non fosse stato possibile spostare la Parrocchia, ovvero la chiesa
verso i due paesi, occorreva spostare il paese verso la chiesa, approfittando dello
sviluppo urbanistico che sarebbe stato necessario per far fronte all‟incremento del
turismo per effetto della nuova carrozzabile. Era quindi opportuno, per don Rocca,
dare
vita
attorno alla chiesa, attorno al
castello
, attorno al viale per collegare
l’eremo
Parrocchiale
alle due comunità esinesi.
Capì che questo progetto sarebbe stato possibile solo sfruttando l‟occasione dello
sviluppo turistico che si stava determinando in quel periodo. Intuì subito che la zona
della chiesa, sotto il viale, verso Esino Inferiore, sarebbe stato il luogo più adatto per
costruire un
Villaggio Giardino di Montagna
.
Non solo, ma da grande esperto di botanica qual era, essendo il beneficio parrocchiale
costituito da fondi agricoli per lo più con essenze arboree di scarso valore, ideò un
grande
progetto di bonifica montana
, da applicare a tutti i fondi del beneficio, che
avrebbe, nel giro di poco tempo, decuplicato il reddito prodotto.