Page 10 - Conferenza su don Rocca

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Conferenza su don Rocca
Quaderni di storia Esinese
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Don Rocca s‟interessò subito delle situazioni di povertà del paese e trovò modo di dare
aiuto immediato alle famiglie in difficoltà, soprattutto alle vedove con figli piccoli e agli
ammalati.
Organizzò il gruppo dei chierichetti che dovevano servire le funzioni religiose e riservò
loro un compenso annuale per i servizi prestati; era questo un altro modo per aiutare le
povere famiglie del paese. Fece inoltre lavori urgenti alla chiesa Parrocchiale,
sistemando l‟altare maggiore e le balaustre che erano molto malandate, e fece rifare
completamento il tetto. Ma questa fu solo l‟ordinaria amministrazione dei primi mesi.
Dove non c‟erano i soldi interveniva direttamente di tasca sua e questo lo fece spesso
consumando tutte le sue sostanze.
Si rivolse immediatamente all‟Arcivescovo per affrontare la questione del coadiutore.
Anche allora c‟era penuria di preti; la parentesi della guerra aveva ridotto il numero delle
vocazioni e l‟esigenza di un coadiutore era avvertita in molte parrocchie. A Esino, poi, la
situazione era ancora più complicata perché la gente dei due paesi svolgeva le proprie
pratiche religiose nei due oratori di S. Antonio e S. Giovanni e la frequentazione della
Parrocchia era solita solo nei giorni di festa.
Quest‟aspetto fu la questione centrale che condizionò tutta la vita del paese.
Di fatto la Parrocchia, per la sua ubicazione geografica, era considerata come un eremo
e il Parroco un eremita. Questa frase ritornerà parecchie volte negli scritti di don Rocca
che fece di tutto per riportare la Parrocchia al centro della comunità. La vita della
comunità, infatti, non si svolgeva attorno alla Parrocchia ubicata in zona distante dai due
paesi.
Per dire ancora delle relazioni importanti che aveva don Rocca, appena arrivato a Esino
e di come sapeva sfruttarle, occorre ricordare che, per far fronte alla mancanza del
coadiutore, chiese al Cardinale che gli fosse mandato un giovane prete coadiutore di
Vedano Olona, che a quel tempo era in carcere a Varese. Il motivo della detenzione era
di carattere politico e don Rocca, con una lettera decisa, esorta il Cardinale a intervenire
presso le pubbliche autorità per concedere al giovane sacerdote una libertà condizionale,
da svolgersi a Esino, sotto il suo diretto controllo. Di questo, fa memoria al Cardinale,
suggerendogli che avrebbe potuto chiedere aiuto anche al prefetto Maggioni.
Forse il Cardinale non ebbe fortuna nell‟implorare la benevolenza delle autorità, forse
scelse diversamente, quello che è curioso osservare, però, è che il giovane prete
carcerato a Varese altro non era che don Luigi Monza, fondatore della Nostra Famiglia e
beatificato nella primavera del 2006 nel duomo di Milano.
Un altro fatto, che avvenne in paese, nei primi tempi di don Rocca, fu quando, in
occasione dei
campi dux
al Cainallo, dove soggiornarono anche i figli di Mussolini, fu
arrestato un giovane di Esino e il Parroco intervenne direttamente presso il Prefetto per
farlo liberare.
I
campi dux
erano dei campi estivi per i giovani balilla che trascorrevano parte delle
loro vacanze al Cainallo. Ci furono parecchi partecipanti, qualche centinaio, forse di più,
e tra quei giovani c‟erano anche i figli del Duce.